LIVE, STOMPIN’ AT THE SAVOY – review by L.Pasqua

RUFUS AND CHAKA KHAN – LIVE, STOMPIN’ AT THE SAVOY

Rufus,band nata nel 1970 a Chicago, ha creato un perfetto connubio tra Rock & Roll e Funk.

Molti cambi di formazione hanno caratterizzato questa band in particolare quello della vocalist. Dopo Paulette McWilliams arriva infatti Chaka Khan e il gruppo decolla. La collaborazione tra questa grande diva della Black Music e gli altri membri dei RUFUS non è mai stata facile ma ha prodotto grandi successi come “Tell me something good“, scritto e suonato da Stevie Wonder, “You got the love“, “Ain’t nothing but a maybe“, scritto dai grandi Ashford & Simpson, che regaleranno a Chaka uno dei suoi più grandi successi : “I’m every woman“.

Nel ’75, RUFUS sono la band di supporto, insieme ai Meters, del tour americano dei Rolling Stones. Nel ’79 arriva invece alla produzione Quincy Jones (Masterjam) e il gruppo si sposta verso una sonorità Funky-Disco.

Quincy Jones, grande fan di Chaka e della band, è anche l’autore delle note di copertina del disco quì recensito: “Stompin’ at the Savoy“(1983)

Line-Up: 

Chaka Khan: Vocals

Rufus: Tony Maiden, Vocals & Guitar – Kevin Murphy, Keyboards – Hawk Wolinsky, Keyboards – John Robinson, Drum – Bobby Watson, Bass – David Williams, Rhythm Guitar – Lenny Castro, Percussion.

Mixed by Elliot Scheiner

Etichetta: Warner

Questo album doppio é l’ultimo lavoro della band; la versione in vinile, che bisogna custodire gelosamente, è composta da tre facciate “live” e da una in studio.

ll concerto è stato inciso nell’82, durante tre serate nel mitico locale di New York “Savoy“. La line-up è straordinaria; oltre ai RUFUS sono presenti alcuni dei più grandi turnisti Americani del periodo, come il chitarrista David Williams, collaboratore di Quincy Jones e Michael Jackson, nei capolavori “Off the wall” e “Thriller” e l’eccezionale sassofonista Ernie Watts.

L’album si apre con “You got the love“, nato dalla collaborazione tra Chaka e Ray Parker Jr. In questa traccia si può apprezzare, oltre ai grandi incastri delle chitarre ritmiche, il lavoro solistico di uno dei migliori chitarristi Funk: Tony Maiden. (E’consigliata una ricerca su You Tube anche della versione suonata da Ray Parker Jr. Una vera lezione di Funk). Il disco prosegue alla grande con “Once you get started” e “Dance with me” ; la prima facciata  si chiude con la bellissima ballad Funk “Sweet thing“.

La seconda facciata si apre con uno dei più grandi hit dei RUFUS: “Tell me something good”; ancora grandi licks e ampio uso del Talk Box in auge in quegli anni. Il brano successivo, “Stop on by“, è una cover di un mito della Black Music: Bobby Womack. E’ consigliato l’ascolto anche della versione che ne ha fatto Paul Young molti anni dopo, insieme alla stessa Chaka a Pino Palladino e a Manu Katche.

Nella versione dei RUFUS ciò che colpisce è il fantastico solo di Tony Maiden, uno dei migliori di sempre in questo genere. In questa facciata da segnalare anche “I’m a woman (I’m a backbone)”, altro super Funk-Rock con una grande sezione fiati e ottimi licks di chitarra. Della terza facciata, è ancora da citare la cover “Ain’t the peculiar”, classico reso famoso da Marvin Gaye e la Funk-Ballad “Stay” con il sax di Ernie Watts in evidenza.

La facciata in studio contiene tra gli altri “Ain’t Nobody“, enorme successo, caratterizzato da una grande performance del batterista John Robinson, che con questa take ha influenzato il lavoro di molti batteristi successivi.

In definitiva, Stompin’ at the Savoy”,è, uno dei più grandi “Live” di sempre. Chaka è al Top come vocalist, la band è formidabile, i brani e gli arrangiamenti bellissimi.

Capolavoro irripetibile e un pò misconosciuto, è stato una grande influenza per tutti e rimane a distanza di tanti anni uno dei dischi “live” invecchiati meglio.

Luca Pasqua – YOUTUBE Channel